martedì 7 aprile 2020

La neoavanguardia in una casa triestina

rivista King Kong International, n.1, gennaio 1972

Qualche mese fa ho visitato la casa di una simpatica signora dal passato davvero eccitante. Da giovane aveva fondato un'associazione artistica e pedagogica e il marito era un architetto. Ciò aveva contribuito alla creazione di una rete di conoscenze e amicizie nel mondo dell'arte e del design degli anni 60-70, tra cui ad esempio Bruno Munari, loro amico intimo, o Osvaldo Cavandoli, l'inventore del personaggio Mister Linea.
La casa era tempestata di opere d'arte dei più noti rappresentanti della neoavanguardia degli anni Sessanta e Settanta, tra cui Pino Pascali (nel salotto campeggiava un manifesto di una delle sue più famose personali), Claes Oldenburg, Andy Warhol (sotto in foto l'opera d'arte da cui è stato tratto il manifesto della mostra, appeso al muro della signora) o Enrico Castellani (appoggiato a un mobile, una delle sue notisssime "Superfici in rilievo" in versione mini). 
Io ero in estasi, avrei passato la giornata ad ammirare i quadri e i poster appesi e a chiedere alla signora aneddoti sugli artisti che aveva conosciuto.
Ma la cosa più divertente era il fatto che tutto ciò non costituiva affatto un vanto per la signora, anzi. Per lei era del tutto naturale avere quegli oggetti in casa, a prescindere dal loro valore monetario. Si trattava semplicemente di pezzi appartenuti alla loro vita, acquisiti principalmente a poco prezzo negli anni o ricevuti in regalo. E ai quali attribuiva un valore puramente affettivo.


Andy Warhol, Little Electric Chair (immagine dal link)


rivista Re Nudo, n.18, 1973

Chiaramente io non mi trovavo lì per acquisire le opere d'arte (magari!), ma per acquistare alcuni - non tutti (ahimé!) - libri che aveva deciso di dismettere, essendo anziana e in procinto di fare un po' di spazio in casa. 
Tuttavia anche la libreria non era da meno e quello che presi fu: moltissime riviste di neovanaguardia italiana ed estero (un nome fra tutti: Re Nudo) che vedete qui, alcuni cataloghi di artisti come Lucio Fontana o Robert Gober, curiosi libricini di pedagogia illustrati da noti personaggi dell'arte (ad esempio Toti Scialoja), qualche libretto d'opera di teatro d'avanguardia e alcuni libri di psicologia per l'infanzia.
Alla fine del pomeriggio, sono tornata in libreria con il cuore gonfio di gioia per l'esperienza vissuta!

rivista Rabies magazine, n.1, 1977 fondata da Bernard Kelly

1 commento:

  1. Grazie per le tue condivisioni. Apprezzo molto questi sprazzi di cacce bibliofile. Dovrei scriverne anche io ma sono molto pigro.
    Paolo

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