venerdì 14 giugno 2013

Scaffale dei ricercati / Shelf of the sought books


Alberto Perego, Sono extraterrestri!, Alper, Roma 1958 (immagine dal link)

Pinocchierie...

Renato Baldoni, Pinocchi Pinocchiate Pinocchierie. Itinerari nell'universo "pinocchiesco", catalogo ragionato con note bibliografiche e stima degli esemplari, De Frede, Napoli 2013 (immagine dal link)
Non vedo l'ora che arrivi questo stupendo catalogo che ho ordinato, realizzato da Renato Baldoni in occasione della mostra sulle edizioni di Pinocchio al Museo del Parco di Pinocchio a Collodi pochi mesi fa.
Le edizioni rare di Pinocchio, si sa, sono molto collezionate e gli estimatori non si contano. L'idea di Baldoni è stata quindi di realizzare un testo affidabile e documentato, con tanto di stime delle singole edizioni.
In basso inserisco una delle tante edizioni rare e prestigiose.

Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, con 22 tavole a colori di Mario Schifano, Theoria, Roma 1992 (immagine dal link)
I can't wait to have this beautiful book I've ordered, which has been realized by Renato Baldoni for the exhibition of the Pinocchio editions at the Museo del Parco di Pinocchio in Collodi a few months ago.
It's renowned that Pinocchio's rare editions are very collected and its lovers are many. So the Baldoni's idea was to realize a reliable and good documented text, also with estimations of each book.
Here I'm proposing one of the many rare and prestigious edition of it. 

lunedì 10 giugno 2013

Luigi Ghirri al MAXXI - commenti aggiuntivi / more about it

Luigi Ghirri, Identikit, 1979
...alla fine ho visitato di persona la mostra di cui avevo parlato qualche settimana fa (vedi post) ed è stata come mi aspettavo: strepitosa.
Un dettaglio, poi, mi era sfuggito: il fatto che Ghirri fosse un grande lettore. L'opera qui sopra rivela il suo interesse per l'arte contemporanea e, in mezzo ai libri, notiamo il noto libro d'artista Idem di Giulio Paolini.

Giulio Paolini, Idem, Einaudi Letteratura, Torino 1975 (immagine dal link)

Ghirri era anche un artista legato al libro in sé e amava sperimentarne le tipologie sotto vari aspetti. Più che mai azzeccata, quindi, la scelta dei curatori di inserire molti suoi cimeli bibliografici (alcuni consultabili per intero tramite uno schermo touch screen!) e cimeli di altri artisti a lui vicini con cui ha collaborato.
Mi riprometto di studiarmeli per bene. Per ora segnalo quelli più rari e visivamente più interessanti.

Franco Guerzoni, Affreschi, fotografie di Luigi Ghirri, Geiger, Torino 1973 (immagine dal link)
Giuliano Della Casa, Rosso e Blu, fotografie di Luigi Ghirri, Pari e Dispari, Reggio Emilia 1973 (immagine dal link)
... at last I've visited personally the exhibition about which I've posted some weeks ago (look the  post) and it was as I expected: gorgeus.
A detail that I haven't noticed: Ghirri was a great reader. The work I've reported reveals his interest on contemporary art and, between the books, we can notice the artist's book realized by Giulio Paolini, Idem.
Ghirri was an artist who loved the book itself and he liked to experiment many types and aspects of the book as an object.
So the choice of the curators to put some bibliographical rarities made by him and by his friends artists, with whom he has collaborated, was very appreciated. Moreover, some of his books are entirely consultable through a touch screen!.
I promised to study more about it. For now I suggest some rarities I found visually more interesting.

giovedì 6 giugno 2013

Una interessante iniziativa per promuovere il collezionismo librario / An interesting initiative to promote book collecting

Made in Italy, un catalogo collettivo di libri e documenti originali dal XV al XXI secolo (immagine e catalogo dal link)
"In un momento così come si fa a vendere e a comprare libri come questi, antichi rari preziosi finché vuoi ma di nessuna utilità pratica?"
Questo l'incipit della presentazione a questo catalogo collettivo, inedito e senza precedenti nella storia, in cui si sono riuniti lo studio bibliografico L'Arengario, la libreria Biggio, la libreria Coenobium, lo studio Gribaudi, lo studio di Giorgio Maffei, l'Antiquariaat Papyrus e la Libreria Piani (al link l'elenco nel dettaglio).
Il mondo dell'antiquariato è in crisi? Io credo abbia soltanto subìto un lieve ridimensionamento: le vere opere rare e importanti hanno mantenuto la loro collocazione, mentre quelle soggette a mode sono state fortemente penalizzate (come è giusto che sia).
Sfogliando questo catalogo infatti, si nota come ogni libreria abbia bene in mente le opere "da salvare" in caso di incendio... e la fruizione di esso è davvero deliziosa!
Non anticipo nulla: Buona lettura.

"In a moment like that how can we sell books like these, antique rare precious however you want but without an utility?" This way starts this collective catalogue, totally unrealeased before, where there are reunited the Studio Bibliografico L'Arengario, the Biggio bookshop, Coenobium, the studio Gribaudi, Giorgio Maffei's, the Antiquariaat Papyrus and the Libreria Piani (at the link details of all bookshops).
Is the world of antiquarian books in crisis? I think not. It has only that changed in a good way: the real rare and important works are still collected, the ones conditioned by trends, on the contrary, are attracting less attention (how it has to be).
Looking at these catalogue you'll have the sensation that those librarians have perfectly in their mind what it's worth to save in case of fire... and the reading of it is very pleasure!
I'm not anticipating anything: just enjoy it!

Homage to Carmelo Bene

Carmelo Bene (immagine dal link)
"Il teatro è inumano. Anti-terapeutico. (...) Il teatro è un altrove (...) non fa né piangere né ridere: aliena." (C.Bene, G.Dotto, Vita di Carmelo Bene, Bompiani, Milano 2005, p.315)

Le rarità di Carmelo Bene / Carmelo Bene's rarities

Carmelo Bene, Credito italiano, Sugar, Milano 1967 (immagine dal link)

Parlare di Carmelo Bene è impresa ardua e rischiosa. La grandezza del suo personaggio e della sua opera imbarazza chiunque decida di addentrarsi nel suo mondo intricato, appassionato e difficilmente classificabile. La sua straordinaria cultura annienta, come anche il suo singolare talento. La sua sicurezza e il modo di fare incuriosiscono e lo rendono unico.
Per capirne un po' di più mi sono letta la stupenda biografia in forma di intervista edita da Bompiani tre anni dopo la sua scomparsa, nel 2002. Una deliziosa sintesi della sua vita percorsa tappa per tappa, a partire dai suoi anni di esordio come teatrante a Roma nei primi anni Cinquanta, da enfant prodige forte bevitore e semi-squattrinato.

Carmelo Bene, Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene, Bompiani, Milano 2005 (immagine dal link)

Divertenti i racconti sugli escamotage che inventava per sopravvivere, ad esempio fuggendo dai taxi alla fine della corsa. 
Poi arrivò Caligola, da lui diretto e interpretato al Teatro delle Arti di Roma nel 1959. Un successo immediato, possibile soltanto dopo la gentile concessione dei diritti da parte di Albert Camus, incontrato personalmente da Bene. Già allora dimostrava la sua determinazione.
Da lì in poi fu un susseguirsi di successi, tutti accompagnati dal gusto per la provocazione e da un odio feroce nei confronti della stampa e del popolo massificato, espresso in scena tramite la performance altamente provocatoria, introdotta - si può tranquillamente affermare - da lui stesso in Italia per la prima volta. 
Quegli eventi, nonostante fossero spesso scandalosi, non rimanevano mai privi di spettatori, ma vantavano anzi un pubblico snob e a caccia di emozioni. Uno dei suoi più grandi estimatori fu Alberto Arbasino.
Carmelo Bene innova e rinnova il teatro tradizionale, ma anche la letteratura di quegli anni. I suoi libri - e persino le sue VHS! - sono estremamente ricercati e preziosi.
Uno su tutti la sua prima opera, Nostra Signora dei Turchi, pubblicata da Sugar nel 1966 e ad oggi estramamente difficile da reperire, con valutazioni sempre superiori ai 100 euro.
Stesse valutazioni del suo secondo romanzo, Credito italiano, scritto tra il '65 e il '66 e da lui definito un "diario fin troppo intimo" (Vita di Carmelo Bene, p.225).

Carmelo Bene, Nostra Signora dei Turchi, Sugar, Milano 1966 (immagine dal link)

Ma le sue rarità sono tante, soprattutto per quanto riguarda i suoi libretti d'opera che, essendo destinati ad una determinata porzione di pubblico, non ebbero una grande diffusione e quindi sono irreperibili. Mi riferisco ad esempio a Il Rosa e il Nero, inscenato al Teatro delle Muse il 12 ottobre del 1966. O a Romeo e Giulietta, andato in scena nel 1977 al Teatro Quirino di Roma. O, ancora, a Pinocchio, sia nell'edizione di Lerici Teatro del 1964 che in quella di Giusti del 1978.
Sono testi rari e molto preziosi per chi ama Carmelo Bene.

Carmelo Bene, Il Rosa e il Nero, versione teatrale, Mario Luca Giusti, Firenze 1979

Uno dei suoi testi più rari in assoluto, se vogliamo tracciare una classifica degli introvabili, è il libro più recente (1993): Vulnerabile invulnerabilità. Necrofilia di Achille. Poesia orale su scritto incidentato, censita da una sola biblioteca italiana. 
Il testo è edito dalla Nostra Signora Editrice, probabilmente una auto-edizione (già utilizzata per altre opere) e per questo rara, tratta dall'omonima opera teatrale. Personalmente non ne ho mai vista una copia in circolazione.
A ben vedere, però, tutti i testi di Carmelo Bene sono rari e ricercati; i suoi estimatori ne hanno fatto dei feticci, parti di Bene da conservare gelosamente.

sabato 1 giugno 2013

Vecchi libri per quest'epoca incerta / Old books for these uncertain times

Valentino Ronchi, Vecchi libri per quest'epoca incerta, Foschi, Forlì 2013 (immagini dal link)
E' da un po' che non pubblico. Un po' per un problema sul computer, un po' perché sto riempiendo la mente di tantissime nuove informazioni e temi letterari e quindi ho bisogno di fare ordine nella testa.
Uno dei libri che hanno fatto da protagonista delle mie letture in queste settimane è stata questa novità di Valentino Ronchi, da cui ho appreso sulla rivista Charta di qualche mese fa.
Devo ammettere di aver riversato troppa aspettativa in quest'opera e quindi, inevitabilmente, la delusione è stata notevole.
Ronchi è uno scrittore relativamente giovane e con poca esperienza letteraria, nonostante abbia vinto alcuni premi come poeta. Lo si percepisce ad ogni riga di questo testo interessante indubbiamente, ma privo di una struttura credibile e avvincente.
Essendo l'autore un commerciante di libri rari di professione, i riferimenti al mondo del collezionismo librario sono massicci e molto piacevoli, come quello al raro e interessante libro di Philip Roth, Quando Lucy era buona, da molti ritenuto uno dei suoi capolavoriUn testo che talvolta sfiora i 50 euro in asta.
Ma ciò non è sufficiente a farne un libro di qualità letteraria! La narrazione arranca, qua e là c'è un riferimento politico o sessuale un po' maldestro o una citazione da qualche opera letteraria.
Poco credibile, infine, la trouvaille che il protagonista fa ad un certo punto: i rarissimi Canti Orfici di Campana, in edizione originale, al prezzo di 5 euro...
Ora, sono la prima a sostenere che le trovate fortuite sono accessibili a tutti - o quasi - ma qualsiasi collezionista di libri ormai è consapevole che anche il libraio meno accorto ormai sa prezzare adeguatamente i libri fondativi del Novecento italiano!
Peccato, poteva essere un buon libro.

Philip Roth, Quando Lucy era buona, Rizzoli, Milano 1970 (immagine dal link)

It's been a while since I've posted something. Partly because I had a problem with the computer, partly because I am filling my head with so many informations and literary fields that I need some time to figure it out.
One of the books I've red in these weeks is this new book by Valentino Ronchi, about which I red in the Charta's last month's issue.
I have to admit that I had too much expectations about it and I've remained quite disappointed...
Ronchi is a relatively young writer with a little experience, although he has won many prizes as a poet. This inexperience is perceivable in each word of this book undoubtedly interesting but without captivating ans solid structure.
The author is a re-sell librarian, so the considerations and notes about the world of collecting are many and very pleasant, as for example the one that concerns the rare Philip Roth's Quando Lucy era buona, considered one of his masterpieces. A book that sometimes reaches 50 euros in auctions.
But this is not enough to make of it a quality book! The narration is going slowly; sometimes he makes clunky comments about sex or politic or literary quotations.
In conclusion, he writes about an unbelievable trouvaille the protagonist makes: the extremely rare Ungaretti's Porto sepolto for 5 euros...
Now, I'm the first to say that trouvailles can happen to - almost - everyone, but I also know that every bookseller already knows how to give prices to the books that made the italian XX century!
What a pity, it could have been a good book.