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| Una delle edizioni più interessanti del libro di Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Salani, Firenze s.d. ca. inizio Novecento (immagine dal link) |
Chi colleziona libri di cucina sa che il libro più prezioso sull'argomento è quello di Pellegrino Artusi, che ha subìto moltissime ristampe (la prima è di Landi, 1891) da editori differenti e che vende bene in quasi ogni edizione cosiddetta "d'epoca".
Lascio la parola al sito
taccuinistorici.it per la descrizione di questo straordinario manuale:
" (...) la prima raccolta scritta in toscano aperta ai piatti dell'Emilia e della Romagna, di Roma e del Napoletano, della Lombardia e del Veneto, destinata ad arricchirsi di riedizione in riedizione sino al 1911. A redigerla e a pubblicarla a proprie spese fu un commerciante originario di Forlimpopoli, Pellegrino Artusi, emigrato in Firenze per vendervi la seta, un autodidatta che frequentava le società dotte e le trattorie fini.
Viaggiando per l'Italia l'Artusi aveva assaggiato maccheroni a Napoli, saltimbocca a Roma, risotto a Milano, così nella sua casa toscana, affiancato dalla cuoca toscana Marietta Sabatini e del "servente" forlivese Francesco Ruffilli, aveva ripetuto e trascritto in forma di ricette le diverse esperienze gustative.
La sua era una cucina di casa e di quelle trattorie che rispecchiavano i gusti e le pratiche casalinghe; cucina di mercato, principalmente quello fiorentino, con i suoi ritmi stagionali, le sue primizie e i suoi prezzi flessibili.
Pellegrino Artusi elaborò le sue ricette spogliandole dei francesismi e delle leziosità aristocratiche, calcolando costi e risultati, come si addiceva a un padrone di casa attento.
La scrittura e la stampa del libro gli erano suggerite da un nobile scopo: dare alle famiglie un esempio di buon gusto e piatti preparabili in ogni città.
Membro della Giovine Italia, pur essendo un patriota, l'Artusi attribuì alle cucine regionali italiane un peso diverso, e in alcuni casi nullo."